Dal 2025, tutte le imprese italiane – e le imprese estere con stabile organizzazione in Italia – saranno obbligate a stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali, come previsto dal DL 39/2025, convertito in legge.
L’obbligo coinvolge una vasta platea di soggetti e si lega strettamente alla possibilità di accedere a contributi pubblici.
Vediamo nel dettaglio le nuove regole e le scadenze da rispettare.
Chi è obbligato a stipulare la polizza
Sono tenute all’obbligo assicurativo tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese, indipendentemente dalla sezione in cui sono registrate.
Sono escluse solo le imprese agricole di cui all’art. 2135 c.c., che continuano a rientrare nella disciplina dei fondi mutualistici agricoli.
L’obbligo riguarda le imprese che possiedono o utilizzano (anche tramite affitto o leasing) determinati beni impiegati per l’attività aziendale.
Quali beni devono essere assicurati
La polizza deve coprire i beni materiali indicati all’art. 2424, sezione Attivo, voce B-II, numeri 1, 2 e 3 del Codice Civile, ovvero:
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Terreni;
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Fabbricati (immobili aziendali);
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Impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali.
Sono esclusi:
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I beni immobili in costruzione,
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I veicoli iscritti al PRA,
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I beni già assicurati da terzi (come i proprietari in caso di affitto).
Le scadenze da rispettare
Il termine per stipulare la polizza varia a seconda della dimensione dell’impresa:
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Grandi imprese: entro il 30 giugno 2025 (termine di tolleranza dopo la scadenza originaria del 31 marzo);
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Medie imprese: entro il 1° ottobre 2025;
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Micro e piccole imprese: entro il 31 dicembre 2025.
Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura, il termine resta al 31 dicembre 2025.
Cosa succede se non si stipula la polizza
Non è prevista una sanzione diretta, ma ci sono conseguenze importanti.
Dal 2026, le imprese non assicurate non potranno accedere a contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche, comprese quelle per danni da calamità naturali.
Ogni ente che gestisce fondi pubblici potrà escludere chi non è in regola con l’assicurazione, rendendo di fatto obbligatoria la copertura per poter ottenere sostegni economici futuri.
Attenzione ai beni in locazione
Se l’impresa utilizza beni non di proprietà (es. fabbricati o macchinari in affitto), è tenuta comunque a stipulare la polizza, salvo che il proprietario abbia già assicurato gli stessi beni.
In caso di danno, l’indennizzo viene pagato al proprietario, ma solo se si impegna a ripristinare i beni per consentirne il riutilizzo. In caso contrario, l’impresa ha diritto a una somma a titolo di lucro cessante.
Cosa devono fare le imprese oggi
Per evitare criticità, è consigliabile:
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Verificare entro quale scadenza rientra l’impresa (grande, media o piccola);
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Individuare i beni da assicurare, anche se non di proprietà;
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Controllare eventuali polizze già esistenti stipulate da terzi;
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Attivarsi per tempo con il proprio assicuratore per rispettare le scadenze.
Conclusioni
L’obbligo di assicurazione contro eventi catastrofali rappresenta una novità strutturale per il sistema produttivo italiano.
Non si tratta solo di una forma di tutela, ma di una condizione necessaria per non perdere l’accesso a future agevolazioni pubbliche.
Per garantire conformità e continuità nei benefici fiscali, è consigliabile che le imprese si confrontino tempestivamente con il proprio commercialista e consulente assicurativo.



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