Il Registro delle Imprese si arricchisce di una nuova sezione speciale dedicata alle imprese culturali e creative (ICC), in attuazione dell’art. 25 della Legge 206/2023 e del decreto del Ministro della Cultura del 25 ottobre 2024. L’obiettivo è valorizzare le attività imprenditoriali che operano nella cultura, nell’arte e nella creatività come leve di sviluppo economico e di promozione del made in Italy.
Chi può iscriversi
Possono ottenere la qualifica di impresa culturale e creativa:
- enti, società di persone, capitali o cooperative che svolgono attività in forma di impresa;
- lavoratori autonomi che operano stabilmente nel settore;
- enti del Terzo Settore, imprese sociali e associazioni che esercitano prevalentemente attività culturali o creative;
- start up innovative che rispettano i requisiti previsti.
Requisiti principali
Per essere riconosciuta come ICC, l’attività deve essere esercitata in modo stabile e continuativo con sede in Italia o in un Paese UE soggetto a imposizione in Italia.
Deve inoltre consistere in una o più attività di ideazione, produzione, valorizzazione, diffusione o gestione di beni e prodotti culturali.
Un requisito fondamentale è la prevalenza economica: almeno il 50% del volume d’affari deve derivare da attività culturali e creative nel periodo d’imposta di riferimento.
Procedura di iscrizione
L’iscrizione avviene tramite i modelli ordinari già in uso (S5 per società e soggetti collettivi, I2 per imprese individuali), con l’aggiunta di un apposito riquadro per richiedere la registrazione nella sezione speciale e l’inserimento della dicitura “Impresa culturale e creativa” o “ICC” nella denominazione sociale.
L’iscrizione consente l’utilizzo della dicitura anche su documenti, comunicazioni e canali promozionali.
Vantaggi e opportunità
L’iscrizione nella sezione speciale consente alle imprese di:
- partecipare a bandi e finanziamenti dedicati al settore culturale e creativo;
- beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali e contributive, anche in relazione a progetti di innovazione e digitalizzazione;
- ottenere maggiore visibilità e riconoscimento istituzionale come operatori culturali qualificati.
Cosa cambia per professionisti e imprese
La nuova sezione rappresenta un passo importante verso l’integrazione tra cultura e impresa.
Per i consulenti e i commercialisti che assistono realtà culturali, diventa essenziale:
- verificare i requisiti oggettivi e soggettivi delle attività;
- aggiornare le visure camerali e le anagrafiche aziendali;
- monitorare i futuri incentivi collegati alla qualifica ICC.
Un riconoscimento che valorizza il contributo economico e sociale del settore culturale, offrendo nuove opportunità di sviluppo e di accesso a misure agevolative dedicate.




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