Prorogato al 31 dicembre 2025 l’obbligo di comunicare la PEC degli amministratori in CCIAA

da | Lug 11, 2025 | Registri Imprese | 0 commenti

Con una recente nota ministeriale, il MIMIT ha finalmente fatto chiarezza su un obbligo che aveva generato non pochi dubbi e disagi tra le imprese: la comunicazione della PEC personale degli amministratori al Registro Imprese. Inizialmente previsto entro il 30 giugno 2025, l’adempimento è stato ufficialmente prorogato al 31 dicembre 2025.

Qual è la norma di riferimento?

La disposizione trova origine nella Legge di bilancio 2025, che ha introdotto l’obbligo per gli amministratori di società di possedere e comunicare un proprio indirizzo PEC personale alla Camera di Commercio. La finalità è quella di garantire una comunicazione più diretta, ufficiale e tracciabile tra pubblica amministrazione e rappresentanti legali delle imprese.

La confusione iniziale

In assenza di un termine chiaro imposto dalla legge, la nota ministeriale n. 43836 del 12 marzo 2025 aveva individuato nel 30 giugno una data “ragionevole” per completare l’adempimento da parte delle società già esistenti. Tuttavia, la scelta ha generato perplessità e proteste, sia per la tempistica ravvicinata, sia per le modalità di attuazione non uniformi sul territorio.

Il chiarimento ufficiale

Con nota n. 654 del 25 giugno 2025, il MIMIT ha finalmente accolto le segnalazioni provenienti da imprese, professionisti e Camere di Commercio, rinviando il termine al 31 dicembre 2025. Il Ministero ha motivato la proroga sottolineando le criticità operative, dovute anche alla coincidenza con gli adempimenti societari legati all’approvazione dei bilanci.

Cosa devono fare le imprese?

  • Le società costituite prima del 1° gennaio 2025 hanno tempo fino al 31 dicembre 2025 per comunicare la PEC personale dei propri amministratori.

  • Le società costituite dal 1° gennaio 2025 in poi devono comunicare la PEC dell’amministratore contestualmente alla richiesta di iscrizione al Registro Imprese.

Un adempimento da non sottovalutare

Sebbene la proroga rappresenti un sollievo per molti operatori, è bene non rimandare oltre. Le sanzioni per la mancata comunicazione del domicilio digitale (PEC) sono già previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale e possono arrivare fino a 2.064 euro, oltre alla sospensione dell’iscrizione al Registro Imprese.

Written by Valerio Ottaviani

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