L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 63 del 3 marzo 2026, ha fornito importanti chiarimenti in merito al Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF) e al calcolo del requisito del 10% dei versamenti fiscali rispetto ai ricavi dichiarati. In particolare, l’Agenzia ha precisato che i versamenti effettuati tramite modello F24 per la definizione degli avvisi bonari (comunicazioni di irregolarità ai sensi degli articoli 36-bis del DPR 600/73 e 54-bis del DPR 633/72) possono essere inclusi nel calcolo della soglia del 10% prevista dall’articolo 17-bis, comma 5, lettera a) del D.Lgs. 241/97.
Il requisito del 10% per il DURF
Per ottenere il DURF ed essere esonerati dal controllo preventivo sulle ritenute da parte del committente, le imprese devono dimostrare che: la somma dei versamenti fiscali effettuati nell’ultimo triennio sia almeno pari al 10% dei ricavi dichiarati nello stesso periodo. Il triennio di riferimento è quello compreso tra l’inizio del periodo d’imposta della dichiarazione più remota e la fine di quello della dichiarazione più recente.
Versamenti che possono essere inclusi nel calcolo
Nel numeratore del rapporto (cioè nei versamenti fiscali complessivi effettuati dall’impresa) possono essere considerati:
- Versamenti ordinari: ritenute, IVA, contributi e imposte dirette pagati regolarmente;
- Ravvedimento operoso: imposte pagate spontaneamente in ritardo con applicazione delle sanzioni ridotte;
- Pagamenti derivanti da avvisi bonari: versamenti effettuati a seguito di comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli automatici previsti dagli articoli 36-bis del DPR 600/73 e 54-bis del DPR 633/72.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che questi pagamenti estinguono debiti d’imposta che si riferiscono a tributi dovuti in sede di dichiarazione, anche se emergono a seguito di controllo automatico. Il pagamento degli avvisi bonari dimostra inoltre la volontà e la capacità dell’impresa di adempiere ai propri obblighi tributari. Per essere considerati nel calcolo del requisito del 10%, i versamenti devono comunque essere effettuati entro il triennio di riferimento.
Versamenti esclusi dal calcolo
Restano invece tassativamente esclusi dal calcolo della soglia del 10%: i pagamenti relativi a debiti iscritti a ruolo, ossia quelli affidati all’Agente della Riscossione e pagati tramite cartelle esattoriali.
Sintesi del chiarimento dell’Agenzia delle Entrate
La risposta n. 63/2026 chiarisce quindi che i versamenti effettuati tramite modello F24 per la definizione degli avvisi bonari possono essere inclusi nel calcolo dei versamenti fiscali rilevanti ai fini del DURF, purché effettuati nel periodo triennale di riferimento. Il chiarimento è particolarmente rilevante per le imprese che operano nell’ambito di appalti e subappalti, per le quali il DURF rappresenta un requisito essenziale per evitare il controllo preventivo sulle ritenute da parte del committente.





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