L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità continua a risultare difficoltoso, in particolare per coloro che presentano disabilità intellettive o disturbi del neurosviluppo. Questo quadro emerge dal comunicato stampa diffuso il 2 dicembre 2025 dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, in occasione della Giornata internazionale della disabilità.
Principali Dati e Criticità Rilevate
L’occupazione delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo resta ancora molto limitata: solo il 40% di coloro che potrebbero lavorare risulta effettivamente occupato, mentre circa il 30% è alla ricerca di un impiego. Le principali difficoltà derivano da pregiudizi diffusi e da una scarsa conoscenza delle diverse forme di disabilità, oltre alla carenza di servizi efficaci che mettano in contatto domanda e offerta di lavoro. Anche le condizioni contrattuali sono spesso instabili: una minoranza dispone di un contratto a tempo indeterminato, mentre molti vengono inseriti attraverso tirocini. La maggior parte dei lavoratori svolge attività part-time e, in una significativa percentuale dei casi, ciò avviene su richiesta delle aziende, a testimonianza di una limitata disponibilità a garantire impieghi a tempo pieno.
Opportunità e Settori di Inserimento
Nonostante un livello di istruzione medio-alto — il 43% possiede un diploma e il 15% una laurea — le opportunità lavorative disponibili risultano ancora concentrate in attività manuali e artigianali. I settori con maggiori possibilità di impiego sono il turismo, che rappresenta il 25% degli inserimenti, e il commercio, con il 20%.
Richieste e Priorità di Intervento
Quasi la metà delle persone intervistate (49%) individua come priorità il rafforzamento di figure specializzate come il Disability Manager. A queste si affiancano richieste di maggiori opportunità lavorative e contratti più flessibili, insieme a un potenziamento dei servizi pubblici e privati dedicati alla ricerca di lavoro.
Indicazioni dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
Secondo l’Ordine nazionale dei Consulenti del Lavoro, per migliorare l’inclusione lavorativa è necessario intensificare le politiche attive e consolidare i servizi dedicati, promuovere maggiore consapevolezza sulle diverse forme di disabilità nel mondo delle imprese e garantire il rispetto del diritto al lavoro applicando strumenti come l’accomodamento ragionevole, ancora poco conosciuto.
Conclusioni
Dall’anticipazione dell’indagine condotta da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e ANFFAS emerge chiaramente che il percorso verso un accesso equo e dignitoso al lavoro per le persone con disabilità è ancora lungo e richiede interventi strutturati, competenze dedicate e un cambiamento culturale profondo.





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