È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 3 ottobre 2025, n. 147, di conversione del Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, noto come “Decreto Terra dei Fuochi”.
La norma introduce importanti modifiche al Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) e rafforza la responsabilità penale e amministrativa delle imprese in materia di tutela ambientale.
Le principali novità introdotte
Le modifiche al TUA puntano a rendere più efficace la repressione delle condotte illecite nella gestione dei rifiuti e a potenziare la prevenzione ambientale.
Tra gli interventi più rilevanti:
- aumento delle sanzioni per abbandono di rifiuti non pericolosi, con multe da 1.000 a 3.000 euro;
- inasprimento delle pene per la gestione non autorizzata dei rifiuti, con arresto da tre mesi a un anno o ammenda da 2.600 a 26.000 euro, e fino a cinque anni di reclusione per i rifiuti pericolosi;
- nuova formulazione del comma 4 dell’art. 256 TUA, che prevede ammende da 6.000 a 52.000 euro o arresto fino a tre anni per chi viola prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali;
- introduzione di pene accessorie interdittive (da uno a cinque anni) per i condannati in via definitiva per reati ambientali come inquinamento, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti e abbandono di materiale radioattivo.
Responsabilità amministrativa degli enti
La riforma incide anche sul D.Lgs. 231/2001, eliminando la responsabilità automatica dei titolari e dei dirigenti per “omessa vigilanza” sull’operato dei dipendenti, ma mantenendo la necessità per le imprese di adottare modelli organizzativi idonei a prevenire i reati ambientali.
Diventa quindi ancora più rilevante l’aggiornamento del modello 231 e la mappatura dei rischi legati alla gestione dei rifiuti e delle autorizzazioni.
Nasce il Dipartimento per il Sud
In sede di conversione, la legge ha introdotto anche misure per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Dipartimento per il Sud, che subentra alla Struttura di missione ZES (Zone Economiche Speciali) e coordinerà gli interventi PNRR per la realizzazione delle infrastrutture e la gestione delle agevolazioni territoriali.
Implicazioni per le imprese
Le nuove disposizioni rendono necessario un adeguamento rapido dei sistemi di controllo aziendale.
Le imprese devono:
- verificare la conformità delle autorizzazioni ambientali e dei processi di smaltimento;
- aggiornare i modelli 231 introducendo protocolli specifici sui reati ambientali;
- formare periodicamente il personale operativo e dirigenziale sui rischi di responsabilità penale e amministrativa;
- rafforzare le procedure di tracciabilità dei rifiuti e di vigilanza sui fornitori.
Conclusione
La legge “Terra dei Fuochi” segna un nuovo punto di svolta nella politica ambientale italiana: pene più severe, maggiori responsabilità per le imprese e un sistema di vigilanza più stringente.
Per i consulenti aziendali e i commercialisti, diventa strategico supportare i clienti nella revisione dei modelli di compliance ambientale e nell’adeguamento alle nuove regole.





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