Dal 2025 cambia la deducibilità delle spese di rappresentanza per i professionisti: con il recente decreto correttivo della riforma fiscale, è stato introdotto l’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili affinché tali spese siano deducibili fiscalmente.
Cosa cambia concretamente?
A partire dall’entrata in vigore della nuova norma, i professionisti potranno dedurre dal proprio reddito le spese di rappresentanza (come omaggi, eventi, spese promozionali) solo se documentate e sostenute con mezzi tracciabili, come:
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bonifici bancari o postali,
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carte di credito, di debito o prepagate,
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assegni non trasferibili.
Il pagamento in contanti, quindi, esclude la deducibilità fiscale di queste spese, anche se regolarmente documentate.
Riferimenti normativi
La modifica è stata introdotta all’interno dell’art. 54–septies, comma 2, del TUIR, per effetto del recente decreto–legge emanato dal Governo. Il limite quantitativo resta invariato: le spese di rappresentanza sono deducibili fino all’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.
Perché è importante adeguarsi?
Il mancato rispetto della tracciabilità comporta la totale indeducibilità della spesa, con effetti potenzialmente rilevanti sulla determinazione del reddito imponibile e sull’IRPEF dovuta.
Suggerimento pratico: per ogni spesa di rappresentanza, è opportuno conservare:
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la fattura intestata correttamente allo studio o al professionista,
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la prova del pagamento tracciabile (ricevuta POS, contabile bancaria, ecc.).
Conclusioni
Questa novità si inserisce in un contesto più ampio di contrasto all’evasione e promozione della trasparenza fiscale. I professionisti sono quindi chiamati a rivedere le proprie prassi contabili e organizzative, affinché tutte le spese deducibili siano tracciabili e correttamente documentate.
Per ulteriori chiarimenti o per una verifica della corretta gestione delle tue spese deducibili, contattaci: il nostro studio è a tua disposizione.





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