Il Decreto Legge n. 84 del 17 giugno 2025, in vigore dal 18 giugno, ha introdotto importanti novità in materia di IVA: tra queste, l’estensione del meccanismo del reverse charge ad alcuni servizi nel settore trasporti e logistica, con decorrenza dal 1° luglio 2025.
Cos’è il reverse charge?
Il reverse charge (inversione contabile) è un meccanismo IVA in cui l’obbligo di versare l’imposta non è a carico del fornitore, ma del committente soggetto passivo IVA. È stato pensato per contrastare l’evasione fiscale e semplificare i flussi contabili in settori a rischio.
Estensione a nuovi settori
Con la nuova norma, dal 1° luglio 2025, il reverse charge si applicherà anche ai seguenti servizi:
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Trasporto di beni per conto terzi, compresi i trasporti nazionali e internazionali;
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Movimentazione e magazzinaggio merci;
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Servizi accessori alla logistica, come carico/scarico, stoccaggio, etichettatura, confezionamento, ecc.
Questi si aggiungono alle attività già soggette a reverse charge, come l’edilizia, l’elettronica, la cessione di rottami e metalli, ecc.
Ambito di applicazione
Il reverse charge si applicherà solo quando il committente è un soggetto passivo IVA italiano, indipendentemente dalla residenza del prestatore del servizio (italiano o estero). Se il committente è un privato o un ente non soggetto IVA, il reverse charge non si applica.
Effetti pratici
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Il fornitore non addebita l’IVA in fattura, ma indica la dicitura “operazione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, DPR 633/72”.
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Il committente integra la fattura con l’aliquota e l’IVA dovuta, e la registra sia nel registro IVA acquisti sia in quello delle vendite.
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Il reverse charge non modifica l’importo totale della fattura, ma sposta l’obbligo del versamento dell’IVA.
Vantaggi e criticità
Vantaggi:
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Riduzione del rischio di frodi IVA.
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Semplificazione della gestione contabile per i fornitori.
Criticità:
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Necessità di adeguamento software e formazione per gli operatori logistici.
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Maggior carico contabile per il committente, che deve curare l’integrazione e il versamento.
Cosa devono fare le imprese?
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Verificare la natura dei servizi resi o ricevuti per capire se rientrano nel nuovo regime.
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Aggiornare i software di fatturazione con le nuove diciture.
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Formare il personale amministrativo e contabile.
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Comunicare il cambio di regime ai fornitori/committenti, se coinvolti nel settore logistica e trasporti.
Conclusione
L’estensione del reverse charge al comparto della logistica rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione e la trasparenza del sistema IVA. Le imprese dovranno farsi trovare pronte per il 1° luglio 2025, aggiornando i propri processi.
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