Il Decreto Correttivo-bis approvato nel giugno 2025 ha introdotto importanti novità in materia di Concordato Preventivo Biennale (CPB). Vediamo cosa prevede e cosa devono sapere imprese e professionisti.
Cos’è il CPB
Il Concordato Preventivo Biennale è uno strumento che consente ad alcuni contribuenti di definire in anticipo, per due anni, il reddito su cui pagare le imposte. Si basa sugli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) e ha come obiettivo quello di ridurre l’incertezza e favorire la compliance tra contribuente e fisco.
Fuori i forfetari dal 2025
Una delle novità più rilevanti è l’esclusione definitiva dei contribuenti in regime forfetario dalla possibilità di accedere al CPB.
Dopo la sperimentazione avviata nel 2024, il legislatore ha ritenuto incompatibile il meccanismo del concordato con il regime agevolato, che prevede un calcolo del reddito su base forfettaria, indipendente dai ricavi effettivi o dagli ISA.
A partire dal 2025, quindi, i forfetari non potranno più accedere al CPB. La pianificazione fiscale per queste partite IVA dovrà restare basata sui normali strumenti del regime semplificato.
Novità per i soggetti ISA
Chi applica gli ISA, invece, potrà continuare ad accedere al CPB, ma con alcune importanti modifiche introdotte dal Decreto Correttivo-bis:
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Se il reddito concordato supera quello effettivo di oltre 85.000 euro, sulla parte eccedente si applicano le aliquote ordinarie (e non quelle sostitutive), cioè il 43% per l’IRPEF o il 24% per l’IRES.
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Sono state introdotte nuove cause di esclusione, in particolare per i soggetti che operano in forma associata o societaria. Se anche solo uno dei soci o associati non aderisce al CPB, l’intera struttura viene esclusa dal beneficio.
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Viene prorogato il termine per aderire al CPB 2025‑2026, che passa dal 31 luglio al 30 settembre 2025, dando più tempo a imprese e professionisti per valutare la convenienza.
Valutazioni da fare
Chi applica gli ISA deve ora riflettere con attenzione prima di aderire al CPB.
È fondamentale stimare il reddito atteso e verificare se vi sia un rischio concreto che quello concordato risulti troppo superiore rispetto al reale, perché in tal caso si perderebbero i benefici fiscali.
Inoltre, le nuove esclusioni collegate ai soci rendono necessario un coordinamento interno per evitare che l’intera struttura venga estromessa dal concordato a causa di un singolo soggetto non aderente.
In sintesi
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I contribuenti forfetari sono esclusi dal CPB a partire dal 2025.
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I soggetti ISA possono aderire, ma con:
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maggiori controlli sui redditi concordati,
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nuove regole in caso di soci non uniformi,
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scadenza prorogata al 30 settembre 2025.
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Il consiglio dello studio
Per chi è soggetto agli ISA, è il momento di fare simulazioni e confronti.
Valutare con il proprio commercialista la convenienza o meno del concordato biennale può evitare brutte sorprese.
Per i forfetari, invece, la strategia fiscale tornerà a concentrarsi su altri strumenti: regolarità, costanza dei ricavi, e possibilità di rientrare nei regimi ordinari in caso di crescita dell’attività.





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