Cooperazione tra imprese concorrenti: opportunità, limiti antitrust e nuovo quadro di riferimento europeo

da | Nov 21, 2025 | Agenzia delle Entrate, Dichiarazioni fiscali, Sentenza, SRL, Studio | 0 commenti

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La cooperazione tra imprese che operano nello stesso mercato può rappresentare un importante motore di innovazione, efficienza e competitività. In molti settori, infatti, aziende concorrenti decidono di collaborare in specifiche aree — come ricerca e sviluppo, produzione congiunta, partecipazione a grandi appalti, creazione di reti distributive o definizione di standard tecnologici e ambientali — dando vita ai cosiddetti accordi di cooperazione orizzontale.

Una cooperazione diversa dai cartelli

A differenza delle intese illecite e dei cartelli, che mirano a limitare la concorrenza, gli accordi di cooperazione orizzontale possono produrre effetti positivi sia per le imprese sia per il mercato.
Tali accordi, pur rientrando nel campo di applicazione delle norme antitrust, possono infatti generare:

  • riduzione dei costi,
  • condivisione di rischi e competenze,
  • economie di scala e di scopo,
  • maggiore capacità di innovazione,
  • accesso a nuovi mercati o tecnologie,
  • risposte più efficaci ai problemi nelle filiere produttive.

Per le PMI, in particolare, la collaborazione può essere uno strumento essenziale per colmare i limiti derivanti dalla dimensione e competere con operatori maggiori.

Le spinte europee verso la cooperazione

Il tema è centrale anche a livello di politica economica. Il Rapporto Draghi 2024, nell’analizzare la crescente instabilità geopolitica, ha sottolineato la necessità di rafforzare le iniziative cooperative tra imprese europee per raggiungere gli obiettivi strategici dell’Unione:

  • maggiore competitività,
  • decarbonizzazione e transizione verde,
  • digitalizzazione,
  • sicurezza,
  • resilienza del mercato interno.

In numerosi ambiti, la cooperazione non è solo auspicabile, ma diventa un fattore determinante per sostenere investimenti strategici e affrontare nuove sfide globali.

Il nodo del “self-assessment” antitrust

Se da un lato il legislatore incoraggia sempre più forme di collaborazione, dall’altro le imprese restano responsabili della valutazione della conformità dei propri accordi alle norme sulla concorrenza.
Questo esercizio di autovalutazione (self-assessment) può risultare complesso, soprattutto quando non è immediato individuare il confine tra cooperazione lecita ed effetti potenzialmente restrittivi del mercato.
Il timore di incorrere in violazioni antitrust rischia così di frenare iniziative che sarebbero, in realtà, economicamente e socialmente vantaggiose.

La nuova Guida: un quadro pratico per le imprese

Per rispondere a queste difficoltà, la nuova Guida sugli accordi di cooperazione orizzontale offre alle imprese uno strumento operativo per orientarsi nel quadro normativo.
Il documento ricostruisce principi e criteri rilevanti per la valutazione antitrust, alla luce delle più recenti modifiche introdotte nel 2023 dalla Commissione europea ai regolamenti di esenzione per categoria e alle relative linee guida.

La Guida consente così alle imprese, soprattutto alle PMI, di comprendere meglio:

  • quali forme di cooperazione sono generalmente ammissibili,
  • quali comportamenti possono generare rischi antitrust,
  • quali elementi valutare per strutturare accordi conformi e competitivi.

Conclusioni

La cooperazione tra concorrenti, se correttamente impostata, non solo è legittima, ma può diventare un volano per la crescita del sistema produttivo, soprattutto nelle fasi di transizione economica e tecnologica.
Grazie al nuovo framework europeo, le imprese dispongono ora di un riferimento più chiaro per sviluppare collaborazioni efficienti, innovative e rispettose delle regole di concorrenza.

Written by Valerio Ottaviani

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