Un vuoto normativo che crea incertezza
Le Società tra Professionisti (STP) sono uno strumento sempre più utilizzato dai professionisti, ma il loro inquadramento previdenziale resta tutt’altro che chiaro. La normativa che ha introdotto le STP non ha definito in modo puntuale il rapporto tra reddito fiscale e reddito previdenziale, lasciando spazio a interpretazioni diverse da parte delle Casse professionali e dell’INPS. Questo contesto rende la gestione contributiva particolarmente delicata.
La natura del reddito: impresa o professione?
Uno dei primi problemi riguarda la qualificazione del reddito prodotto dalla STP. Se la società è strutturata come una società di capitali (ad esempio una S.r.l.), il reddito è fiscalmente considerato reddito d’impresa. Tuttavia, le Casse previdenziali continuano a guardare alla natura professionale dell’attività svolta. Questo disallineamento genera dubbi su quale debba essere la corretta base imponibile per il calcolo dei contributi.
Il vero nodo: il compenso dell’amministratore
La situazione si complica quando il socio professionista riveste anche il ruolo di amministratore della STP. Il compenso percepito per tale incarico è qualificato come reddito assimilato al lavoro dipendente. Questo comporta il concreto rischio che tale reddito venga attratto nella Gestione Separata INPS, invece che nella Cassa professionale, con il pericolo di sovrapposizioni contributive e possibili contestazioni future.
Le diverse posizioni delle Casse professionali
Nel tempo, alcune Casse hanno cercato di colmare il vuoto normativo con proprie interpretazioni. Inarcassa ed ENPAM, ad esempio, hanno adottato soluzioni volte a ricondurre il reddito da STP nell’alveo del reddito professionale, seppur con approcci differenti. Nonostante questi sforzi, il quadro resta frammentato e non sempre uniforme tra le diverse categorie professionali.
Perché la forma giuridica della STP è decisiva
La scelta tra società di capitali e società di persone non è mai neutra. Le STP in forma di S.r.l. presentano maggiori criticità sul piano previdenziale, mentre le STP in forma di società di persone tendono a rendere più lineare l’inquadramento contributivo. Una scelta affrettata può generare effetti distorsivi nel tempo, difficili da correggere a posteriori.
Pianificare oggi per evitare problemi domani
Affrontare il tema STP senza una corretta pianificazione previdenziale significa esporsi al rischio di maggiori costi contributivi, doppie iscrizioni e contenziosi. La gestione previdenziale non può essere considerata un aspetto secondario, ma deve diventare parte integrante della progettazione societaria fin dalle prime fasi.





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