IVA sugli acquisti extra-UE: dal 2028 sarà responsabile la piattaforma di vendita

da | Lug 30, 2025 | IVA | 0 commenti

Con l’approvazione della nuova direttiva europea sull’IVA nel commercio elettronico, il Consiglio Ecofin ha introdotto importanti novità che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2028, destinate a modificare radicalmente la disciplina dell’IVA applicabile agli acquisti di beni provenienti da Paesi extra-UE, in particolare per le vendite effettuate tramite piattaforme digitali.

L’obiettivo dichiarato dell’intervento è duplice:

  1. semplificare la gestione dell’imposta;
  2. contrastare in modo più efficace l’evasione fiscale nel settore dell’e-commerce internazionale.

Cosa cambia dal 2028

Secondo la nuova impostazione normativa, dal 2028:

  • la responsabilità del versamento dell’IVA non sarà più a carico del consumatore finale o dell’acquirente, ma verrà trasferita direttamente alla piattaforma digitale che intermedia la vendita;

  • questo vale per tutte le vendite a distanza da Paesi terzi verso l’Unione Europea, indipendentemente dal valore della merce;

  • le piattaforme diventeranno quindi soggetti passivi IVA a tutti gli effetti, dovendo identificarsi fiscalmente e provvedere al versamento dell’imposta nei Paesi UE di destinazione.

Si tratta di un’estensione della logica già in parte sperimentata con il sistema OSS/IOSS (One Stop Shop / Import One Stop Shop), che ha semplificato gli adempimenti per le vendite online intra-UE.

Perché questa riforma è rilevante

Attualmente, milioni di piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE (soprattutto Asia) entrano nei circuiti doganali europei beneficiando di esenzioni IVA o con importi sottostimati, rendendo svantaggiosi i concorrenti europei che operano nel rispetto della normativa fiscale.

Con il nuovo assetto:

  • la riscossione dell’IVA avverrà a monte, al momento dell’ordine, e non più alla consegna o in dogana;

  • le piattaforme saranno direttamente responsabili dell’imposta e soggette a controlli e sanzioni in caso di omissioni;

  • si elimina il vantaggio competitivo per chi importa beni sotto soglia o elude il prelievo IVA.

Impatti attesi per imprese e consumatori

Per le imprese europee che vendono online, questa misura potrebbe:

  • rendere il mercato più equo, eliminando una concorrenza sleale basata sull’elusione fiscale;

  • semplificare le procedure di acquisto e vendita, con una maggiore uniformità di trattamento;

  • favorire la tracciabilità e il corretto adempimento tributario da parte delle piattaforme.

Per i consumatori:

  • l’IVA sarà già compresa nel prezzo pagato online;

  • si ridurranno i disagi legati a ritardi in dogana, richieste di pagamento alla consegna o sorprese sul prezzo finale.

Conclusione

La riforma dell’IVA sugli acquisti extra-UE rappresenta un passaggio strategico nella lotta all’evasione fiscale nel settore digitale e introduce un nuovo modello di responsabilità tributaria per le piattaforme. Le imprese che operano nell’e-commerce, i marketplace e i professionisti del settore devono fin da ora prepararsi a questa transizione, aggiornando i sistemi informatici, le policy contrattuali e i flussi contabili.

Lo studio del nuovo impianto normativo richiederà attenzione e aggiornamento continuo. Per le imprese italiane che vendono o acquistano online da Paesi terzi, è consigliabile confrontarsi con il proprio commercialista per valutare le implicazioni operative e pianificare gli adeguamenti entro il 2028.

Written by Valerio Ottaviani

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