Il Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF) rappresenta un certificato fondamentale per le imprese che operano nell’ambito di appalti e subappalti, poiché consente di dimostrare la propria affidabilità fiscale ed evitare specifici controlli preventivi sulle ritenute da parte del committente. Un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni importanti riguardo ai versamenti che possono essere considerati nel calcolo del requisito necessario per ottenere tale certificazione.
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate
Con la risposta n. 63 del 3 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i versamenti effettuati tramite modello F24 per la definizione degli avvisi bonari possono essere inclusi nel calcolo del requisito del 10% previsto dalla normativa. Gli avvisi bonari derivano dalle comunicazioni di irregolarità relative ai controlli automatici effettuati sulle dichiarazioni fiscali, in particolare ai sensi degli articoli:
- 36-bis del DPR 600/1973
- 54-bis del DPR 633/1972
Il pagamento di tali comunicazioni consente di regolarizzare eventuali differenze tra quanto dichiarato e quanto effettivamente dovuto.
Il requisito del 10% per ottenere il DURF
Per ottenere il Documento Unico di Regolarità Fiscale, le imprese devono dimostrare che la somma dei versamenti fiscali effettuati nel triennio di riferimento sia almeno pari al 10% dei ricavi dichiarati nello stesso periodo. Il periodo di riferimento è costituito dal triennio compreso tra:
-
l’inizio del periodo d’imposta relativo alla dichiarazione più remota;
-
la fine del periodo d’imposta relativo alla dichiarazione più recente.
Questo requisito consente all’amministrazione finanziaria di valutare il grado di affidabilità fiscale dell’impresa.
Versamenti che possono essere inclusi nel calcolo
Nel calcolo della soglia del 10% possono essere considerati diversi tipi di versamenti effettuati dall’impresa. Tra questi rientrano:
- versamenti ordinari relativi a imposte, ritenute, IVA e contributi;
- pagamenti effettuati tramite ravvedimento operoso;
- versamenti effettuati per la definizione degli avvisi bonari, pagati tramite modello F24.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, questi pagamenti sono rilevanti perché estingono debiti d’imposta che si riferiscono a tributi originariamente dovuti in sede di dichiarazione e dimostrano la volontà dell’impresa di adempiere ai propri obblighi fiscali.
Versamenti esclusi dal calcolo
Non tutti i pagamenti effettuati dal contribuente possono essere considerati ai fini del requisito del 10%. Restano infatti esclusi dal calcolo i pagamenti dei debiti iscritti a ruolo, cioè quelli affidati all’Agente della riscossione (come nel caso delle cartelle esattoriali).
L’importanza della corretta gestione fiscale
Il DURF è uno strumento rilevante soprattutto per le imprese che operano nel settore degli appalti e subappalti, poiché consente di dimostrare la regolarità fiscale e di semplificare gli adempimenti nei rapporti con i committenti. Una corretta gestione dei versamenti e delle eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate è quindi essenziale per mantenere i requisiti richiesti dalla normativa.
Assistenza e consulenza fiscale
Lo studio del dottore commercialista offre assistenza alle imprese per:
- la verifica dei requisiti per l’ottenimento del DURF;
- la gestione delle comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari);
- il monitoraggio dei versamenti fiscali nel triennio di riferimento;
- la consulenza negli appalti e subappalti sotto il profilo fiscale.
Una consulenza professionale consente di evitare errori nella gestione degli adempimenti e di garantire il rispetto delle disposizioni fiscali vigenti.





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