Rimborso IVA anche prima della chiusura della procedura
Secondo quanto emerge da una recente pronuncia della Corte di Cassazione, il contribuente può chiedere il rimborso dell’IVA relativa a fatture non pagate quando il debitore si trova in una procedura concorsuale che si protrae da oltre dieci anni, purché sia dimostrata l’impossibilità concreta di ottenere il pagamento del credito. La sentenza n. 4900 del 4 marzo 2026 ha confermato il diritto di un professionista a recuperare l’IVA già versata su fatture rimaste insolute, nonostante la procedura concorsuale del debitore non fosse ancora conclusa. In questo caso, la Corte ha ritenuto che attendere la chiusura definitiva della procedura sarebbe stato eccessivamente gravoso e contrario ai principi di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto.
Il principio europeo: IVA solo su quanto effettivamente incassato
La decisione dei giudici si basa anche sull’applicazione del diritto dell’Unione Europea. Secondo la normativa europea, l’IVA deve essere calcolata sull’importo effettivamente incassato dal contribuente. Quando diventa ragionevolmente certo che il credito non sarà recuperato, il contribuente può quindi richiedere la restituzione dell’imposta versata. Questo principio è stato ritenuto applicabile anche a situazioni precedenti alle modifiche normative introdotte nel 2021 dal cosiddetto Decreto Sostegni-bis, poiché deriva direttamente dall’interpretazione delle direttive europee e dalle decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
La prova dell’insolvenza
Per ottenere il rimborso, è necessario dimostrare l’impossibilità concreta di recuperare il credito. Nel caso analizzato dalla Cassazione, il contribuente aveva prodotto una certificazione dei commissari straordinari che attestava l’assenza di fondi disponibili per i creditori chirografari all’interno della procedura concorsuale. Questa documentazione ha consentito ai giudici di accertare che il credito era ormai irrecuperabile, rendendo quindi legittima la richiesta di rimborso dell’IVA.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando il diritto del contribuente alla restituzione dell’imposta versata. Inoltre, l’amministrazione finanziaria è stata condannata al pagamento delle spese legali. In conclusione, la sentenza afferma un principio rilevante: quando una procedura concorsuale dura da oltre dieci anni e risulta dimostrata l’impossibilità di recuperare il credito, il contribuente può richiedere il rimborso dell’IVA senza dover attendere la chiusura definitiva della procedura stessa





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