Aggiornamenti fiscali e normativi di fine marzo 2026
Il quadro normativo di fine marzo 2026 introduce una serie di aggiornamenti rilevanti che coinvolgono imprese, professionisti e contribuenti. Le novità riguardano sia interventi di carattere fiscale, sia chiarimenti operativi su regimi agevolati e gestione dei crediti, con impatti concreti sulla pianificazione e sugli adempimenti .
Regime forfettario e Concordato Preventivo Biennale (CPB)
Uno dei chiarimenti più significativi riguarda il rapporto tra regime forfettario e Concordato Preventivo Biennale. È stato precisato che, per i contribuenti che hanno aderito al concordato come forfettari, il superamento di determinate soglie di ricavi comporta effetti differenti.
In particolare, se i ricavi o compensi superano i 150.000 euro, il concordato cessa immediatamente di avere efficacia nello stesso periodo d’imposta. In tal caso, il reddito dovrà essere determinato secondo le regole ordinarie, senza poter beneficiare della tassazione agevolata prevista dal concordato.
Resta invece valido il concordato nel caso in cui i ricavi si collochino tra 100.000 e 150.000 euro, pur comportando l’uscita dal regime forfettario .
Gruppo IVA: limiti nella gestione del credito
Ulteriori chiarimenti riguardano il funzionamento del Gruppo IVA. È stato ribadito che il gruppo costituisce un soggetto passivo autonomo e distinto rispetto alle singole società partecipanti.
Di conseguenza, il credito IVA maturato dal gruppo non può essere ceduto al consolidato fiscale né utilizzato per compensare debiti di altri soggetti del gruppo. Le modalità di utilizzo del credito restano limitate al rimborso, alla cessione a terzi o al riporto negli esercizi successivi.
Questo principio rafforza la separazione tra le diverse posizioni fiscali, anche all’interno di strutture societarie complesse .
Nuove misure fiscali e rinvii operativi
Il Consiglio dei Ministri ha introdotto un pacchetto di misure urgenti in materia fiscale ed economica, con interventi che riguardano diversi ambiti.
Tra le principali novità si segnalano:
- il rinvio al 1° luglio 2026 del contributo sulle spedizioni extra-UE di valore inferiore a 150 euro;
- lo slittamento al 1° maggio 2026 dell’efficacia delle ritenute sulle provvigioni;
- l’introduzione di un credito d’imposta del 35% per le imprese che effettuano investimenti;
- l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche.
Si tratta di interventi che richiedono un’attenta valutazione, soprattutto per le imprese coinvolte nei processi di investimento e nelle operazioni internazionali





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