Proroga IVA per il Terzo Settore e interpelli a pagamento: cosa cambia dal 2026

da | Nov 25, 2025 | Agenzia delle Entrate, IVA, Tasse | 0 commenti

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Il Consiglio dei ministri interviene su regime IVA ETS, TCF e disciplina degli interpelli: novità operative per enti non profit e imprese.

Proroga decennale del regime IVA per il Terzo Settore

Un decreto attuativo della riforma fiscale proroga di 10 anni, fino al 1° gennaio 2036, l’entrata in vigore del nuovo regime IVA previsto per gli enti iscritti al RUNTS.
In pratica:

  • viene mantenuto il regime di esclusione IVA oggi in vigore per molte attività del Terzo Settore;
  • si evita il passaggio immediato a un regime di esenzione che avrebbe generato maggiori oneri amministrativi e costi occulti (IVA indetraibile su acquisti, adeguamento procedure, più adempimenti).

Estensione IVA al 5% per imprese sociali

Contestualmente:

  • l’aliquota agevolata IVA al 5%, già riconosciuta alle cooperative sociali, viene estesa alle imprese sociali per prestazioni sanitarie, socio-sanitarie, assistenza domiciliare, istruzione ed educazione rese a soggetti svantaggiati.

È un segnale di allineamento di trattamento tra diverse forme giuridiche dell’economia sociale.

Tax Control Framework (TCF) e adempimento collaborativo

Un secondo decreto interviene sul reddito d’impresa e sulla certificazione del Tax Control Framework (TCF), requisito per l’accesso all’adempimento collaborativo:

per le domande di accesso presentate nel 2024 e 2025, la certificazione TCF potrà essere prodotta entro il 30 settembre 2026, dando più tempo a imprese e professionisti per adeguarsi.

Interpelli a pagamento: solo per i casi complessi

In tema di Statuto del contribuente, viene chiarito che il contributo per le istanze di interpello sarà dovuto solo per le casistiche più complesse, alleggerendo l’onere per il contribuente che utilizza l’interpello in situazioni ordinarie.

Come può muoversi lo studio

Per gli enti non profit:

  • verificare la corretta iscrizione al RUNTS e aggiornare la pianificazione fiscale alla luce della lunga proroga del regime IVA;
  • valutare convenienza e requisiti per l’eventuale qualifica di impresa sociale (anche in ottica aliquota 5%).

Per le imprese:

  • rivedere i progetti di TCF in corso, sfruttando il nuovo termine 30/9/2026;
  • impostare una policy sugli interpelli distinguendo tra:
  1. casistiche ordinarie (ancora “gratuite”);
  2. quesiti complessi per cui valutare l’effettiva convenienza, anche alla luce del contributo dovuto.

Written by Valerio Ottaviani

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