La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6451 del 18 marzo 2026, ha fornito un importante chiarimento in materia di IMU, stabilendo che il contribuente può beneficiare della riduzione dell’aliquota per immobili strumentali anche in assenza della presentazione della dichiarazione annuale, a determinate condizioni.
Il principio affermato si fonda su un elemento centrale: l’obbligo dichiarativo viene meno quando il Comune è già in possesso delle informazioni necessarie per riconoscere l’agevolazione. In altre parole, non può essere richiesto al contribuente di comunicare dati che l’amministrazione già conosce o può conoscere attraverso le proprie banche dati.
La decisione richiama il principio di collaborazione e buona fede tra contribuente ed ente impositore. Non è infatti coerente con tali principi imporre un ulteriore onere formale quando la situazione dell’immobile è già chiaramente documentata.
Affinché l’obbligo dichiarativo venga meno, è però necessario che il Comune disponga di una conoscenza qualificata e documentale della situazione. Ciò può avvenire, ad esempio, attraverso dati catastali, autorizzazioni amministrative o altri elementi che dimostrino in modo oggettivo la natura strumentale dell’immobile.
Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la possibilità per il contribuente di far valere il diritto all’agevolazione anche in sede contenziosa. La dichiarazione, infatti, è considerata emendabile, e ciò consente di dimostrare successivamente la sussistenza dei requisiti per ottenere la riduzione dell’IMU.
Nel caso specifico, la Corte ha accolto il ricorso della società, rinviando la questione alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, che dovrà verificare se il Comune fosse effettivamente a conoscenza della natura strumentale degli immobili sulla base della documentazione disponibile.
Questa pronuncia rappresenta un importante punto di riferimento per imprese e professionisti, in quanto rafforza il principio secondo cui gli adempimenti fiscali devono essere proporzionati e coerenti con le informazioni già in possesso della Pubblica Amministrazione, evitando inutili duplicazioni e formalismi.





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