Reverse Charge: dal 1° luglio 2025 si estende ai trasporti e logistica

da | Giu 27, 2025 | Agenzia delle Entrate, IVA | 0 commenti

Il Decreto Legge n. 84 del 17 giugno 2025, in vigore dal 18 giugno, ha introdotto importanti novità in materia di IVA: tra queste, l’estensione del meccanismo del reverse charge ad alcuni servizi nel settore trasporti e logistica, con decorrenza dal 1° luglio 2025.

Cos’è il reverse charge?

Il reverse charge (inversione contabile) è un meccanismo IVA in cui l’obbligo di versare l’imposta non è a carico del fornitore, ma del committente soggetto passivo IVA. È stato pensato per contrastare l’evasione fiscale e semplificare i flussi contabili in settori a rischio.

Estensione a nuovi settori

Con la nuova norma, dal 1° luglio 2025, il reverse charge si applicherà anche ai seguenti servizi:

  • Trasporto di beni per conto terzi, compresi i trasporti nazionali e internazionali;

  • Movimentazione e magazzinaggio merci;

  • Servizi accessori alla logistica, come carico/scarico, stoccaggio, etichettatura, confezionamento, ecc.

Questi si aggiungono alle attività già soggette a reverse charge, come l’edilizia, l’elettronica, la cessione di rottami e metalli, ecc.

Ambito di applicazione

Il reverse charge si applicherà solo quando il committente è un soggetto passivo IVA italiano, indipendentemente dalla residenza del prestatore del servizio (italiano o estero). Se il committente è un privato o un ente non soggetto IVA, il reverse charge non si applica.

Effetti pratici

  • Il fornitore non addebita l’IVA in fattura, ma indica la dicitura “operazione soggetta a reverse charge ex art. 17, comma 6, DPR 633/72”.

  • Il committente integra la fattura con l’aliquota e l’IVA dovuta, e la registra sia nel registro IVA acquisti sia in quello delle vendite.

  • Il reverse charge non modifica l’importo totale della fattura, ma sposta l’obbligo del versamento dell’IVA.

Vantaggi e criticità

Vantaggi:

  • Riduzione del rischio di frodi IVA.

  • Semplificazione della gestione contabile per i fornitori.

Criticità:

  • Necessità di adeguamento software e formazione per gli operatori logistici.

  • Maggior carico contabile per il committente, che deve curare l’integrazione e il versamento.

Cosa devono fare le imprese?

  1. Verificare la natura dei servizi resi o ricevuti per capire se rientrano nel nuovo regime.

  2. Aggiornare i software di fatturazione con le nuove diciture.

  3. Formare il personale amministrativo e contabile.

  4. Comunicare il cambio di regime ai fornitori/committenti, se coinvolti nel settore logistica e trasporti.

Conclusione

L’estensione del reverse charge al comparto della logistica rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione e la trasparenza del sistema IVA. Le imprese dovranno farsi trovare pronte per il 1° luglio 2025, aggiornando i propri processi.

Per valutare l’impatto delle nuove regole sul tuo business o ricevere assistenza operativa, contatta il nostro studio.

Written by Valerio Ottaviani

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