La stagione della riforma fiscale avviata con la legge delega n. 111/2023 si avvia alla conclusione. In questo contesto, Assonime, con il documento n. 15/2026 pubblicato il 28 luglio 2026, evidenzia l’opportunità di intervenire con alcuni correttivi sulle disposizioni introdotte durante la fase di attuazione, prima che il nuovo impianto normativo diventi definitivo.
L’obiettivo: un sistema fiscale più coerente con il bilancio
Secondo il documento, uno dei principi ispiratori della riforma è quello di avvicinare il reddito imponibile al risultato di bilancio, riducendo le differenze tra disciplina contabile e fiscale. Assonime osserva però che alcune recenti disposizioni sembrano discostarsi da questo obiettivo, introducendo eccezioni che aumentano la complessità applicativa senza apportare benefici significativi in termini di gettito.
Le principali criticità evidenziate
Il documento richiama alcune misure che, secondo Assonime, meritano una revisione. Tra queste vengono richiamate le disposizioni riguardanti l’avviamento per i soggetti IAS adopter, la disciplina delle azioni proprie, i fondi di smantellamento e le commesse pluriennali. Il filo conduttore delle osservazioni è la necessità di preservare il principio di derivazione dal bilancio, evitando l’introduzione di regole che si discostano dalla sostanza economica delle operazioni.
Impatti sulla competitività delle imprese
Assonime evidenzia inoltre come alcune misure introdotte dalla legge di bilancio 2026, tra cui la tassazione delle azioni proprie, l’indeducibilità dell’avviamento per gli IAS adopter e le limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi per banche e assicurazioni, possano incidere negativamente sulla competitività delle imprese. Secondo il documento, tali disposizioni rischiano di disincentivare operazioni straordinarie, aggregazioni societarie e strumenti di welfare azionario, favorendo invece il ricorso a strutture alternative non necessariamente coerenti con le finalità perseguite dal legislatore.
Un contributo tecnico con proposte operative
Il documento non si limita a evidenziare le criticità, ma propone anche possibili soluzioni alternative per ciascuno dei temi affrontati, lasciando margini di scelta al legislatore. In conclusione viene inoltre richiamato un profilo di attualità europea, relativo alla possibile incompatibilità del contributo sulle spedizioni di modico valore con il diritto dell’Unione europea, elemento che, secondo Assonime, rende ancora più urgente un intervento correttivo prima della definitiva conclusione del percorso di riforma fiscale.





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