La riforma della fiscalità di Regioni ed enti locali introduce importanti novità nel rapporto tra amministrazioni e contribuenti, intervenendo su diversi aspetti della gestione dei tributi locali. Il D.Lgs. n. 147/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026 ed entrato in vigore il 12 agosto, dà attuazione alla delega fiscale e punta, secondo quanto riportato nel documento, a rafforzare le tutele dei contribuenti e a semplificare gli adempimenti.
Un nuovo rapporto tra enti locali e contribuenti
Uno degli obiettivi della riforma è favorire una maggiore collaborazione tra amministrazioni e cittadini. Gli enti locali sono chiamati a semplificare gli adempimenti, potenziare l’assistenza e favorire l’adempimento spontaneo, anche attraverso meccanismi premiali. In questa direzione si inserisce anche la possibilità di prevedere riduzioni di aliquote o tariffe per i contribuenti che effettuano i pagamenti mediante domiciliazione bancaria, attraverso un meccanismo reso più flessibile dalla nuova disciplina.
TARI: cambia il termine per la dichiarazione
Una delle modifiche di maggiore interesse operativo riguarda la TARI. La dichiarazione deve essere presentata entro 90 giorni dall’inizio dell’occupazione oppure dalla variazione o cessazione della stessa, superando il precedente riferimento al 30 giugno dell’anno successivo. Il documento evidenzia, inoltre, il riordino della disciplina relativa al recupero e al riciclo dei rifiuti urbani da parte delle imprese. In particolare, per beneficiare della riduzione della quota variabile della tassa resta necessaria la presentazione della relativa comunicazione entro il 30 giugno dell’anno precedente.
IMU: dichiarazione esclusivamente telematica
Novità anche sul fronte IMU. In presenza di variazioni immobiliari, la dichiarazione diventa esclusivamente telematica, quale unica modalità prevista per comunicare le variazioni rilevanti ai fini dell’imposta. La riforma interviene anche nell’ipotesi di contenzioso relativo alla rendita catastale: il Comune può richiedere la differenza d’imposta entro cinque anni dalla conclusione del procedimento sulla rendita.
Riscossione e rateizzazione dei tributi regionali
Il decreto modifica anche il sistema della riscossione. Dal 1° gennaio 2027, salvo eventuale anticipo disposto a livello regionale, anche gli avvisi di accertamento relativi ai tributi regionali assumono natura di titolo esecutivo diretto, secondo un modello già previsto per i tributi comunali. Il nuovo sistema contempla inoltre la possibilità di accedere a rateizzazioni fino a 72 rate e introduce una soglia minima di riscossione pari a 30 euro. La riforma interviene inoltre sull’Albo dei riscossori privati, prevedendo una revisione della relativa governance e un innalzamento dei requisiti patrimoniali minimi richiesti per svolgere attività di accertamento e riscossione locale.
Nuovo sistema delle sanzioni
Dal 2027 è previsto anche un riordino delle sanzioni applicabili in materia di tributi locali. Il documento segnala il passaggio, in alcuni casi, da intervalli percentuali a misure determinate in maniera fissa. A titolo di esempio, per l’omessa dichiarazione viene indicata una sanzione pari al 100% del tributo, in luogo della precedente forbice compresa tra il 100% e il 200%.
Tributi locali e crisi d’impresa
Un ulteriore intervento riguarda il rapporto tra fiscalità locale e Codice della crisi d’impresa. I tributi regionali e locali entrano infatti nel perimetro della disciplina della crisi, con la possibilità di prevedere anche per tali debiti forme di pagamento parziale o dilazionato.
Le ulteriori novità della riforma
Il provvedimento interessa anche altri ambiti della fiscalità territoriale. In particolare, il documento segnala modifiche relative al bollo auto, per il quale la competenza viene collegata alla residenza o alla sede legale e, dal 2028, viene previsto il pagamento annuale in unica soluzione. È inoltre prevista l’introduzione di un nuovo Archivio nazionale (ANTA), finalizzato a consentire un maggiore incrocio dei dati. Sul fronte del federalismo fiscale, dal 2027 viene inoltre prevista una compartecipazione IRPEF per le Regioni a statuto ordinario e una compartecipazione destinata a Province e Città metropolitane.
Conclusioni
Il D.Lgs. n. 147/2026 introduce quindi una revisione articolata della fiscalità regionale e locale, con effetti sia sugli adempimenti dei contribuenti sia sulle modalità attraverso le quali gli enti territoriali procedono all’accertamento e alla riscossione. Particolare attenzione deve essere riservata alle nuove disposizioni in materia di TARI e IMU, considerato il loro immediato impatto operativo, nonché alle modifiche che entreranno in vigore dal 2027 in materia di riscossione e sanzioni. Per contribuenti, imprese e professionisti diventa pertanto importante verificare le nuove modalità e i nuovi termini previsti per gli adempimenti, tenendo conto della progressiva entrata in vigore delle diverse disposizioni della riforma.





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