La Legge di Bilancio per il 2026 introduce una nuova ritenuta d’acconto dell’1% che sarà applicabile, a partire dal 1° gennaio 2029, sui pagamenti effettuati tra imprese private attraverso l’utilizzo delle fatture elettroniche. La disposizione è parte del pacchetto di misure volte a contrastare l’evasione fiscale e ad ampliare la base delle ritenute alla fonte.
Di seguito analizziamo le principali caratteristiche operative della misura, i soggetti coinvolti e le esclusioni previste.
Cosa prevede la nuova ritenuta
La norma introduce una ritenuta alla fonte dell’1% sull’imponibile delle fatture elettroniche tra imprese private (B2B). Questo nuovo schema di ritenuta si applicherà solo ai pagamenti effettuati tramite strumenti tracciabili e si configura come una ritenuta d’acconto sui compensi dovuti a fornitori.
La ritenuta dell’1% sarà:
- obbligatoria per i pagamenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2029;
- applicata sulle fatture elettroniche B2B;
- calcolata al netto dell’IVA.
L’obiettivo principale della misura è quello di:
- aumentare la trasparenza dei flussi economici,
- contrastare fenomeni evasivi,
- garantire una maggiore effettività nell’applicazione delle ritenute.
Soggetti tenuti alla ritenuta
Secondo quanto previsto dalla circolare, la ritenuta dell’1% si applica ai seguenti soggetti:
- Imprese private che effettuano pagamenti verso altre imprese private connesse alla fornitura di beni o servizi;
- I pagamenti devono essere documentati tramite fattura elettronica.
La nuova ritenuta non si applica:
- alle operazioni con soggetti non residenti, in quanto fuori dalla disciplina della fatturazione elettronica obbligatoria;
- ad altri casi espressamente esclusi dal testo normativo (non dettagliati nella circolare).
Modalità di applicazione e base imponibile
La ritenuta si calcola sull’importo imponibile della fattura, cioè sull’ammontare al netto dell’IVA.
La misura è applicata al momento del pagamento della fattura, non al momento dell’emissione della stessa.
In dettaglio:
- l’aliquota è pari all’1% dell’imponibile;
- non rileva il momento della prestazione: la ritenuta è legata al pagamento.
Questo comportamento è simile ad altri schemi di ritenute già presenti nel sistema tributario, ma qui viene esteso in modo più ampio ai rapporti commerciali tra imprese.
Esclusioni e semplificazioni
La circolare precisa alcune esclusioni dall’ambito di applicazione della ritenuta:
- Contribuenti che aderiscono al concordato preventivo biennale;
- Contribuenti che aderiscono al regime di adempimento collaborativo.
Queste esclusioni operano a prescindere dalla natura della prestazione o del rapporto contrattuale, e sono legate allo specifico stato di adesione alle procedure agevolative o cooperative con l’Amministrazione finanziaria.
Impatti operativi per imprese e professionisti
L’introduzione dell’1% di ritenuta sui pagamenti B2B richiede alle imprese:
- un adeguamento delle procedure contabili e gestionali per l’applicazione della ritenuta;
- una verifica dei sistemi di pagamento usati per assicurare la tracciabilità richiesta dalla norma;
- un aggiornamento degli assetti informatici di fatturazione e controllo per la corretta liquidazione delle somme e dei relativi effetti fiscali.
La misura influenzerà i flussi finanziari tra imprese, poiché una parte delle somme dovute al fornitore verrà trattenuta e versata all’Erario come ritenuta d’acconto.
Tempistiche di applicazione
La ritenuta si applicherà dal 1° gennaio 2029, consentendo così un ampio periodo di preparazione per le imprese.
L’introduzione graduale lascia tempo alle aziende e ai loro consulenti:
- per interpretare correttamente la disciplina;
- per attivare i necessari adeguamenti nei processi operativi, gestionali e fiscali.
Conclusioni
La nuova ritenuta dell’1% sui pagamenti B2B costituisce una novità rilevante per il sistema tributario italiano. Introduce un nuovo obbligo procedurale e contabile per le imprese, con effetti sulla gestione dei pagamenti e sulla liquidità aziendale.
La misura, volta ad ampliare la base delle ritenute e a rafforzare il contrasto all’evasione, richiederà una attenta analisi operativa da parte delle imprese e dei professionisti per garantirne corretta applicazione a partire dal 2029.





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