Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la nota relativa al IV trimestre 2025 riguardante i movimenti dei rapporti di lavoro registrati attraverso il Sistema delle Comunicazioni Obbligatorie, offrendo una panoramica sull’andamento del mercato del lavoro dipendente in Italia.
Dall’analisi emerge un quadro caratterizzato da elementi positivi e da alcuni segnali di rallentamento. Da un lato, i contratti a tempo indeterminato continuano a registrare una crescita netta su base annua, con un incremento di 489 mila unità, a conferma della tenuta dell’occupazione stabile. Anche il lavoro intermittente e le altre forme contrattuali comprese nella categoria “Altro” evidenziano una crescita del +8,4%.
Al tempo stesso, si registra una diminuzione delle nuove attivazioni in gran parte del territorio nazionale. Il Nord e il Mezzogiorno mostrano una contrazione, con una particolare incidenza sulle lavoratrici, mentre il Centro mantiene un andamento positivo grazie alla componente maschile. A livello settoriale, le maggiori difficoltà si riscontrano nell’agricoltura e nelle costruzioni, mentre il settore dei servizi, pur rappresentando quasi l’80% delle attivazioni, evidenzia un lieve arretramento.
Tra gli aspetti più significativi emerge il calo dell’apprendistato, che prosegue la tendenza negativa iniziata nel 2020 e raggiunge il livello più basso del periodo con una diminuzione di 92 mila unità. Anche i rapporti di collaborazione registrano una riduzione significativa, soprattutto tra gli uomini, mentre i contratti a tempo determinato interrompono il trend di crescita osservato negli anni precedenti.
Sul fronte delle cessazioni, la causa principale rimane la naturale scadenza del contratto, che rappresenta il 74% del totale e risulta in aumento del 4,1%. Diminuiscono invece le cessazioni dei rapporti di lunga durata e si registra un leggero calo delle dimissioni volontarie, fenomeno che riguarda soprattutto la componente femminile.
Nel complesso, il quadro delineato dal Sistema delle Comunicazioni Obbligatorie evidenzia un mercato del lavoro che mantiene una buona base di occupazione stabile, ma che mostra una maggiore prudenza nelle nuove assunzioni e dinamiche ancora differenti tra territori, settori produttivi e genere.





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