Omessa fatturazione e IVA: quando basta una presunzione e quando no

da | Mag 22, 2025 | Accertamenti, Agenzia delle Entrate, IVA | 0 commenti

Con l’Ordinanza n. 10693 del 23 aprile 2025 (ud. 19 marzo 2025), la Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti probatori richiesti all’Amministrazione finanziaria per contestare l’omessa fatturazione di operazioni imponibili ai fini IVA.

Il caso riguarda una situazione piuttosto frequente nella pratica contabile:

  • un contribuente annota un’operazione prima nel conto “fatture da emettere”,

  • e successivamente in un conto clienti o “crediti da riscuotere”.

L’Agenzia delle Entrate, sulla base di tali rilevazioni contabili, aveva contestato l’omessa fatturazione, sostenendo che l’operazione era stata eseguita e che il corrispettivo era esigibile (e quindi l’IVA era dovuta).

Cosa ha stabilito la Corte?

La Cassazione ha affermato che l’onere della prova dell’omessa fatturazione grava sull’Amministrazione finanziaria, anche se può essere assolto tramite presunzioni semplici, purché:

  • abbiano i requisiti di gravità, precisione e concordanza previsti dall’art. 2729 del Codice Civile;

  • dimostrino che il pagamento (anche solo per equivalente) è avvenuto o che il contribuente intende sottrarsi all’obbligo di fatturazione.

In particolare, per sostenere la pretesa fiscale, l’Ufficio deve:

  • provare che il servizio è stato effettivamente reso e che l’obbligo di emissione della fattura sia sorto;

  • oppure dimostrare un comportamento elusivo o omissivo, ad esempio per il tempo trascorso dall’esecuzione dell’operazione, considerato l’interesse economico del prestatore a incassare quanto prima il compenso.

La semplice registrazione contabile non è sufficiente da sola a fondare un accertamento se non supportata da altri elementi (come documenti, pagamenti, corrispondenza, ecc.).

Perché questa sentenza è rilevante?

  • Impedisce all’Amministrazione di fondare contestazioni solo su rilevazioni interne o conti di transito, come “fatture da emettere”.

  • Richiede un approccio più rigoroso e fondato alla prova dell’omissione, a tutela del contribuente.

  • Ribadisce che il diritto di detrazione dell’IVA è collegato al momento in cui la fattura è emessa e il corrispettivo è esigibile.

Conclusioni:

La sentenza rappresenta un importante chiarimento per professionisti e imprese, specie in settori dove i servizi sono complessi e i flussi contabili articolati (come consulenze, servizi tecnici, progettazione).
È quindi essenziale:

  • mantenere una tracciabilità precisa delle prestazioni e della documentazione a supporto;

  • controllare attentamente i conti transitori, come “fatture da emettere” e “crediti da riscuotere”;

  • e, in caso di verifica, valutare attentamente la motivazione dell’accertamento e la presenza di elementi probatori effettivi.

Per tutelare al meglio la propria posizione fiscale, il supporto di un professionista resta determinante sin dalle prime fasi del confronto con l’Amministrazione.

Written by Valerio Ottaviani

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