Novità in arrivo per redditi, IVA, successioni e rapporto con il contribuente
Il percorso di attuazione della riforma fiscale prosegue con nuovi interventi correttivi. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 10 giugno 2026, ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive finalizzate a perfezionare alcuni dei decreti già emanati in materia tributaria.
Un intervento orientato alla semplificazione del sistema fiscale
L’obiettivo del provvedimento è quello di rendere più efficiente il sistema fiscale italiano attraverso due direttrici principali: la semplificazione degli adempimenti per cittadini e imprese e il rafforzamento dei meccanismi di controllo. Il decreto interviene in maniera trasversale su diversi ambiti della normativa tributaria.
Le principali aree interessate dalle modifiche
Le disposizioni correttive approvate dal Governo riguardano diversi settori del sistema fiscale, tra cui:
- Imposte sui redditi;
- Imposta sulle successioni e donazioni;
- Imposta sul valore aggiunto (IVA);
- Accise.
Controlli fiscali e adempimento collaborativo
Un’attenzione particolare viene dedicata anche al rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. Il decreto introduce novità in materia di controlli e interviene sull’istituto dell’adempimento collaborativo (cooperative compliance), il modello che favorisce un dialogo preventivo e costante tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti di maggiori dimensioni, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso e rendere più efficace la gestione degli obblighi fiscali.
Verso una maggiore certezza del diritto
Secondo quanto evidenziato nella nota ufficiale del Governo, il fine complessivo della riforma resta quello di garantire una maggiore semplificazione, riducendo gli oneri burocratici e offrendo più certezza normativa a cittadini e imprese nella fase di transizione verso il nuovo assetto fiscale. Il testo, essendo stato approvato in via preliminare, sarà ora esaminato dalle Commissioni parlamentari competenti prima di ritornare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.





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