L’Unione Europea ha introdotto un nuovo quadro normativo destinato a rafforzare il controllo sugli investimenti esteri che possono incidere sulla sicurezza e sull’ordine pubblico degli Stati membri. Il nuovo Regolamento (UE) 2026/1386 sostituisce la disciplina previgente e mira a rendere più uniforme il sistema di verifica adottato dai singoli Paesi.
Un sistema di controllo obbligatorio per tutti gli Stati membri
Una delle principali novità riguarda l’obbligo, per tutti gli Stati membri, di dotarsi di un sistema nazionale di controllo degli investimenti esteri e di comunicarlo alla Commissione europea entro il 17 gennaio 2028. Il nuovo regolamento amplia inoltre il campo di applicazione delle verifiche, includendo non solo gli investimenti diretti, ma anche quelli realizzati indirettamente tramite società stabilite nell’Unione Europea ma controllate da capitali extraeuropei.
Maggiore attenzione ai settori strategici
La normativa individua una serie di settori considerati particolarmente sensibili, tra cui infrastrutture energetiche, trasporti, infrastrutture digitali, semiconduttori, tecnologie quantistiche e mercati regolamentati. Per tali operazioni sono previste specifiche procedure di controllo e, nei casi individuati dal regolamento, l’obbligo di autorizzazione preventiva da parte delle autorità competenti.
Rafforzata la cooperazione tra gli Stati dell’Unione
Il regolamento introduce anche un meccanismo di cooperazione più intenso tra gli Stati membri e la Commissione europea. Le operazioni rilevanti dovranno essere comunicate agli altri Paesi dell’Unione, che potranno formulare osservazioni da tenere in adeguata considerazione. Inoltre, sarà possibile esprimere pareri anche su investimenti che non siano stati spontaneamente notificati.
Un nuovo scenario per imprese e investitori
Le nuove disposizioni troveranno concreta applicazione dal 17 gennaio 2028, lasciando agli Stati membri un periodo transitorio per adeguare i propri ordinamenti. Le imprese che intendono effettuare operazioni con investitori esteri, soprattutto nei settori strategici, dovranno quindi valutare con attenzione gli eventuali obblighi autorizzativi e gli adempimenti previsti dalla nuova disciplina europea.





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